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Opere

Pittura

"La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto." (Pablo Picasso). Ecco le proposte artistiche da voi più apprezzate di questa sezione. Contribuisci anche tu a questa sezione! Carica online i tuoi dipinti e vota i dipinti altrui!

Scultura

"Tu vedi un blocco, pensa all'immagine: l'immagine è dentro basta soltanto spogliarla." (Michelangelo Buonarroti). L'arte della scultura comprende materie prime a volte sorprendenti per dar vita ad opere che aspettavano da tempo di nascere. In questa vetrina sono esposte le opere più gradite da voi artisti. Contribuisci anche tu a questa sezione! Carica online le tue sculture e vota quelle altrui!

Poesia

"Poi non scrivete subito poesie d'amore, eh! Che sono le più difficili aspettate almeno almeno un'ottantina d'anni eh... Scrivetele su un altro argomento, che ne so su... su... il mare, il vento, un termosifone, un tram in ritardo, ecco, che non esiste una cosa più poetica di un'altra [...]. E vestitele bene le poesie! Cercate bene le parole! Dovete sceglierle! A volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola! Sceglietele, che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere! [...] Innamoratevi! Se non vi innamorate è tutto morto! Morto, tutto è... Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto [...]. Per trasmettere la felicità bisogna essere felici. E per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici! Dovete patire, stare male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre! Eh? E se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto! [...] Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono! Fatevi obbedire dalle parole! Se la parola... "muro"! "Muro" non ti dà retta... non usatela più per 8 anni, così impara!" (Roberto Benigni da "La tigre e la neve") Ecco le poesie più ammirate. Metti anche tu online le tue emozioni più sincere.

Poesie

  • La ballata delle rose

    E venne a me la prima rosa rossa la più splendente e di ciglio assai vezzoso e fatta si superbia con la sua presenza mi rinchiuse in un circolo vizioso Mai patiti cenni di malinconia mai sospiri quando ella era il mio cospetto facendomi forza della mia mania di veder chiunque chinarsi al mio petto. E venne a me la seconda rosa rossa che delle altre sembra la più vitale e presomi di soppiatto per la gola mi distrasse da qualsiasi altro male ah sublime abbandono del gusto senso impercettibile piacere del tutto e del niente lasciandomi dimenticare quello che penso e liberando di tutto la mia mente. E venne a me la terza rosa rossa furiosa crudele e dall'animo egoista e racchiuso il mio essere nell' irragionevole mi fece perdere anche la vista Animalesco irrequieto crudo istinto che mi rese mai domo è sempre teso che giammai mi mutò in vile e vinto, ma spesso mi rese debole e indifeso. E venne a me la quarta rosa rossa passionale e dal tono ansimante Mi rese schiavo dell'istinto primordiale di perdermi tra le gambe come un grande amante. qual bisogno generata al fervore? Mai tal disio venga per ognun represso affinché si generi oltre il core quello strano istinto verso il gentil sesso. E venne a me la quinta rosa rossa malefica, spietata opposta alla gioia e facendomi guardare tutto con il disprezzo e calando il mio cuore nella terribile noia. e venni meno nel normalmente interessante agendo di sfuggita e senza ritegno sentendomi sulla terra uno stupido passante e pagando alla mia vita il più inutile pegno. E venne a me la sesta rosa rossa che mise tra le mie mani un grande potere, quello di accumulare e totalmente ignorando, stupido e pensando di poter godere. Anche se sentivo proibita la vita, avendo angoscia del futuro, arretravano sempre più le mie dita ed il mio aspetto era sempre più cupo. E venne a me la settima rosa rossa che tra le altre non provoca piacere dovendomi nascondere per chi non fa trasparire il mio stato, come di chi va a morire. Assillato da desiderio di trionfo, volendo essere sempre vincitore, non curandomi di qualsiasi tonfo e delle gesta da vile gladiatore. Ma venne a me, anche se par strano un ottava rosa di colore assai diverso e calando dolcemente la mia mano, mia abbandonai al suo piacevole universo. Le mie cellule sprizzavano sincerità e mai un tentennamento, mai una bugia, senza dover ricorrere a nessuna velleità o all’egregio studio della citologia.

    cristian liberti
  • VICINI E LONTANI

    Non gettare al vento le mie emozioni, pluralismo imperituro della mia vita anche se per te sono imperfezioni, tu razionale, tu triste, tu inacerbita. E possa un giorno io darti per davvero, il senso di profondo che porto dentro. Infinite sulla mia testa le emozioni caddero. E dopo? Dopo mi è rimasto il corpo sventro. Posi la mia mano rigida e tesa e giammai nessuno volevo oltre il mio corpo però a volte avevo anche io bisogno di una forte presa e sentivo sulla mia anima un usurpo. Mente, cuore e corpo non son mai congrui e di questo è difficile accettare il proseguo e quindi ti affliggi e ti adegui a quello che sarà un cammino ambiguo. Allor dunque ti sentirai un’anima persa afflitto e sconsolato il tuo pensare. Io grazie alla mia ratio sono emersa e forte e decisa non voglio più penare. Sono una donna che non sa amare sono un essere trafitto e ferito ho perso tanti anni fa il mio amore tu sognatore, tu superficiale, tu rintenerito.

    cristian liberti
  • Entusiasmo

    Ho indossato la maschera più bella, ho sognato di essere giullare, ho seguito soltanto la mia stella, la speranza di poterti amare Poi un giorno ho incontrato il mio destino e gli ho chiesto dove fossero i miei passi, feci luce con il mio accendino, ma erano stati del tutto rimossi. E restai barcollando nell’ombra e pensai di lasciarmi cadere, poi il cuore spariglia, quello che la mente non sgombra, d’improvviso, cominciai a volare. Cominciai a vedere tutto dall’alto senza ironia, dileggio e sarcasmo, non sentendo nessun peso dell’insulto, ma un mantello, enorme, di entusiasmo. E capii che quella era la strada come un bimbo la percorre di corsa, indossai velocemente quel bermuda quattro cose, scarpe comode e una borsa. Nel mio viaggio solamente fervore e da allora ero sempre a testa alta, mi sbagliavo, ma non avevo malincuore, mi sbagliavo, ma era giusto questa volta. Probabilmente aprire gli occhi stanchi è la più facile tra tutte le azioni, da quel giorno, neanche tu mi manchi, da quel giorno, penso sempre al domani.

    cristian liberti
  • Il senso della vita

    - Sai, esclamò Fusoki, a volte ho davvero paura! - Di cosa? - Non saprei di preciso, che tutto quello per cui ho lavorato crolli in un secondo, che tutti siano contro di me, che possa perdere persone care. Paura esistenziale forse. L'abbracciai piano, sussurrandole: - Tutto nasce in te, solo taci un poco ed ascolta senza cercare. Sentirai chi sei e perchè oggi tremi. Quando saprai amarti per quel poco e tanto che sei le paure crolleranno. - Ma il mondo fuori è cattivo, la vita è spesso ingiusta, come posso far cambiar le cose? - Solo con l'amore. Le cose non cambiano, cambi il modo di volerti bene, di vederti e di osservare. Comincerai a notare che quando un albero cade mille crescono, che siamo puntini in un enorme universo, ma che l'universo ha bisogno di puntini per essere tale. Che se fai rumore non senti una canzone. Ma il tuo corpo e la tua anima ti parlano da sempre, e ti amano. Tutto il rumore del mondo non copre lo stomaco che brontola, e tu ti affretti a cibarti. Ecco, dobbiamo imparare a riascoltare i sussurri dell'anima, sembrano flebili eppure urlano. Questione di frequenza. Allenati. Nell'attimo del giorno che sai silente fermati, non far niente, non dir niente, non pensare a niente. Poi mi dirai, anzi, ti dirai chi sei. - Sicuro funzioni? - Forse non come intendi tu, le paure ci saranno sempre, ma saprai dove trovare un senso a tutto, un alleato vero, a prima vista la fonte di ogni paura, ma se l'ascolterai capirai che è l'unico aiuto per affrontarla. - Io ho ancora paura! - Lo so, hai paura di poter cambiare.

    Marco Valtulini
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